La residenza non aggiunge alcun diritto accessorio e la famiglia non è obbligata a concederla.

L’ufficio anagrafe del Comune si limita a verbalizzare, che la persona vive in una certa casa, avendone titolo (è necessaria una copia del contratto di lavoro) e a passare la pratica a un vigile che esegue le verifiche del caso, dopo tale verifica, la residenza è attribuita.

Alla fine del rapporto di lavoro, la famiglia va in Comune e informa l’ufficio anagrafe che in casa sua non abita più la badante. Per cancellare la residenza, però ci vuole un anno (durante il quale il Comune verificherà l’effettivo allontanamento dell’ex-residente). Se invece la badante richiede il cambio di residenza in qualsiasi altro luogo, la cancellazione della precedente residenza è istantanea.